quellocheavanza

esercitazioni alla frugalità

Categoria: Considerevoli Sconosciuti

#15 – XXV

(Pina Bausch, da Café Muller)

E così c’è un biglietto che si prende,
si attesta una disposizione. Siedi. Intanto
chi sta in casa ripone le stoviglie,
rifà il letto. Si vive su un filone d’oro

da sventrare con un cucchiaino.
Chi è partito era leggero; poi per sorte
è diventato un’altra, senza far ritorno
per un tempo. Le vite hanno lombrichi,

o un tale humus tu non te lo spieghi.
Sono belli la sera: si sognano in alfabeto
di casa e non li sai – chi ad esempio un unicorno,
chi un drago gentile, uno Zaratan che ti raccatti
da una Babele più a nord.

Pare a tratti che un figlio si adotti
come un leggero errore di corriera
che si fa scorza, poi fibra e legno
fino a venticinque anelli di conto.

(Navigatio Jaeyaenae Beurrahengis*
ovvero Epica concisa di Jaeyaena Beurraheng)

* da Navigatio Sancti Brendani

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#13 – Epicedio moderno

A pensarci ho suggestione di un caffè un po’ brusco,
o forse non facevo tintinnare il cucchiaino come sempre,
a memoria come Saba a scuola i quotidiani
sui tavoli, il registratore di cassa trascurato;

crepitante in filodiffusione l’ambasciata colsi
dalle Americhe – la morte del dio Atlante:
si sparse fra i telegrafi moderni e sul filotto
(si dice un minivan l’abbia affrontato equanime)

per un tempo breve. Dopo partì un rap. Deità
in confezione oltrecolombiana, duecento chilogrammi
possenti le mascelle, ottanta in più su un dito solo;

travolto a Brooklyn a cent’anni – non fa un gran vanto
cantarlo sulla cetra. Si corregga con prontezza
l’epilogo di un uomo che reggeva un mondo intero

– e un mondo intero fa una tonnellata e mezza.

(Epicedio moderno in memoria di Joe Rollino)

Richard Wagner – Il Crepuscolo degli Dei (finale) – Herbert Von Karajan