di Q.

Com’è che ho pensato al mare
mentre nessuno mi guardava
stavo alla finestra come ogni sera,
quel colore che traspare e poi svanisce
si è fatto buio nella paura e nel distacco
in fondo le stanze che vivono nell’ombra
non parlano neanche e tu sei di quel lontano
che nutre la notte. Insomma, tutto complicato.
Però il mare era come vicino – io che non l’amo
ma starei a dipingerlo. Tu che lo hai ma non ne parli mai.
E di questi silenzi son fatte le mie case.
Di pini e di cipressi, una. Senza tristezze però.
Di marmo e mobili questa. Ed io ci morirò.
Ma questa è un’altra storia e tu già la conosci.
Sì, noi lo sappiamo. Ma scriviamo. E forse albeggia.

(da “Stanze con case”, di Letizia Dimartino)

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