#47

di Q.

Attinge in ore buie il mondo forse
noncurante al serbatoio dei suicidi.
Fra poco, le stentate ore, il giorno: tanto
e non di più, Bisanzio cadde e in sorte
poté l’alba più di un infinito
assedio. A sera tardi tu, come ti porti
dal divano al letto, una nespola primizia
mica turbativa del tuo sonno, poi una pesca –
profitto a notte che rimedia a tutti
gli altri assalti. C’è sembianza di un eterno
disavanzo, dispersioni inarrivabili,
il discapito più impervio come lascito di gioia
e terra e fumo e polvere e ombra
ed è magnifica e perduta quanto l’ora.

e terra…e ombra: cfr Mientras por competir con tu cabello, Luis de Gòngora
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