Cordoglio, anzi sollievo

di Q.

Te ne andasti – ma dove?
Fu cosa così breve
per te sparire altrove.
Ma in noi che ti amavamo
che la tua ombra lieve
vanamente cerchiamo
il desiderio muove
l’inutile richiamo.

(da Aria alle stanze, Gabriella Leto, Einaudi 2003)

stava protervo, torvo, a non morire

il nostro scontento urtava ai trespoli
della flebo
ai davanzali caldi dell’estate
rimbalzava chiudendoci

stava protervo, torvo, a non morire
e le parole zitte
toglievano la vista
tanto erano fitte
tanto scure

«muori,
io ti prometto un lungo lutto,
amiamo di te tutto, anche il torvo
restare – a posteriori – ora però
non ci invidiare, muori»

settembre

(da La mattina dopo, Stefania Portaccio, Passigli 2011)

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