#35

di Q.

Come andare in via venti settembre,
come avere sempre
quella smorfia di saudade
ogni volta che torniamo a Genova
morbidi in via Garibaldi
e divertiti
dai tappeti rossi
e dalle volte con i labari
in velluto, dai palagi che
distano un niente
dal suq di via Prè

che ci vede misurati –
e questa gioia dimmelo
se non è un po’ di boria, questo
essere colmi
da non potere l’ombra
di uno spillo, questa beatitudine
in calante
di carioca, se poi questo
non è in tutto
assimilabile alla gloria.

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