#34

di Q.

Ho qualcosa da dirti – che tu voglia
crederlo o il pensiero solo basti
a indurti una protesta, che tu giudichi
speculazione inammissibile
che gli uomini oramai si muovano
per numeri infinitesimali:
se un gesto li raduna in oceaniche
folle, se un folle sogno li raccoglie

allora io ti espongo coincidenze
convergenti e certo apotropaiche.
Non credo più in un’epica moderna,
si alleva una superstizione illuminata
e più che l’irruenza eroica dei bisogni
a convincermi, l’anticamera ecumenica,
è lo iato tra memoria e concordanza,
leggère cause, e una logica fortuita.

Non è male in fondo: avremo un figlio
e con sollievo ci diremo che è scampato
a piazza Tienanmen, e finché il calcio
verrà somministrato alla domenica
i vicini non si agiteranno. Questo
parco di inquietudini minori,
ci rassicurerà, questo essere italiani;
non avremo di che preoccuparci
oltre un’incognita minima, cobalto.

(veduta interno Terme di Vals – arch. Peter Zumthor)

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