#23 – Sine die

di Q.

Senza fede, non praticante la tivù,
al tempo stesso una creatura imbelle
(fido un tale essere di forra
‘vezzo alla mattana); pare se ne stia

smarcata sull’isola di un chiasmo
in una certa smania per virtù
che facciano saltare le piastrelle
a schegge, un’esplosione azzurra

simile a un frugale capodanno
in lieve e fasto romitaggio, dedita
a una sciocca, guasta parresia.

Che scopi, poi, fra catechismo
quotidiano e morte sine die di stelle,
non è questo a stendere quietanza,

non è questo che comporta danno.

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