#20

di Q.

“Non comprendo che cosa abbia predisposto il destino,
ma  sto cominciando a cogliere ciò che è nelle mie mani”
(Clean – Depeche Mode)
 
“Io fui uom d’arme, e poi fui cordigliero,
credendomi, sì cinto, fare ammenda”

(Divina Commedia, Canto XXVII) 
 

Al netto di noi c’è un tale vuoto
e abbiamo in pugno l’Oriente e l’Occidente,
governo sulla fisica dei luoghi esercitiamo
quantistiche rapine sui vettori,

scuotiamo le pareti della unter
sul motivo della Prospettiva Nevskij
ed altro poi, e Cuccuruccucù Paloma
avventate da Alexander Platz.

Ai minimi termini l’assioma della carne
si esautora, si resta spiagge solitarie –
rimane un annaspare, un fare emenda
perché a sangue caldo non ho grazia.

Rimane un tepore che s’incendia.
Non la spunta per riserbo sopra i neon, ché senza
ne vedresti tremolare le pareti.

(Berlino, 8/5/’12)

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