#17 – Reductio ad unum

di Q.

“Morirò di cose come questa.”
(Vertigini o contemplazione di qualcosa che finisce, Alejandra Pizarnik)

Forse esiste pure una gaiezza che si scuce
taciturna, forse accade un giorno che la voce
perda un tono – che si spezzi o che si spenga –
o una routine che una mattina non ritorna

e ci si trovi in qualche vecchio tingolo di sè
scaduto, che non libera e non salva.
Che si muoia in piedi di cose come queste,
o che si esploda piano senza un uditorio.

Se vedi come un reliquiario in certe case,
sappi: in certi casi non v’è modo che ripari
dalla furia che ha una salva di armistizi

esercitati all’emisfero opposto di una sedia
dove qualcuno tira a sè un telegiornale,
tuffa un dubbio in una pagina bianchissima

– si distrae, e un poco è come se morissi.

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