Medbh McGuckian – The Singer (traduzione)

di Q.

La Singer *

In quelle sere studiavo abitualmente
alla vecchia macchina da cucire di mia madre,
spingendo il mio piede su e giù
sopra il pedale, alla bisogna,
come dovessi andare in qualche posto
che prima d’ora mai m’aveva vista.

Ogni anno al tempo degli esami, la pressione che montava –
si piegava tra le pagine la luce dell’estate
come un occhio sguercio. Le grida dei bambini
riportavano l’eco del tempo della strada,
ogni automobile era un tuono, e il ticchettìo
dell’orologio era pioggia battente.

Nell’oscurità riprendere le tende
sulle giovani coppie ferme sulla soglia,
di ritorno a casa. C’eran notti
che mandavo il rocchetto fuori asse dall’innesto
come una trottola impazzita intorno e ancora
fino a quando la bobina non vi sbatacchiava spoglia.

Devo confessare che questa traduzione non mi soddisfa granchè, e forse ci rimetterò mano nel tempo. Ho preferito prendermi qualche (piccolissima e innocua) licenza per agevolare il suono e il ritmo, curando più le allitterazioni e i suoni, che si rincorressero tra i versi. La traduzione, comunque, dovrebbe essere fedele.

Ho tradotto il titolo pedissequamente per scelta (mia) di modestia. Non volevo mostrare troppa spavalderia. Così è La Singer, come la comunissima e storica macchina da cucire. Ma è importante tenere presente che l’inglese ha una peculiarità funzionalissima ai poeti: un termine può racchiudere più di un senso, più di un concetto – e, a volte, più di una parola. La parola singer la si usa comunemente per intendere un cantante. Ma, in accezione più aulica, the singer è il cantore. Il poeta. Così quell’articolo deteminativo declinato al femminile diventa precisissimo, nel caso della nostra Medbh – la quale non è tipo presuntuoso, ma certo non l’ha usata a caso.

Il brano, lo spiegò lei stessa, “riguarda il voler scrivere, e il non essere realmente sicuri di trovare un modo per farlo… Ho trovato il modo di parlare di come io fossi tagliata fuori dalla strada…c’erano una intensità, una tristezza e una solitudine che sentivo e che ho potuto catturare…

E’ un brano che mi ha colpito molto da subito, perchè sempre di più apprezzo le espressioni artistiche – e tanto più nella poesia – in cui percepisco che qualcosa sta accadendo (o sta per accadere) ma ciò non è visibile, è solo una sensazione. Una tensione, una solitudine dissimulata ma presente.

Parlando di questa poesia con la persona che amo, le dicevo come questa tensione sospesa e discreta mi ricordasse i dipinti di Edward Hopper. Ed io amo l’arte di Hopper, proprio per i motivi cui accennavo nel capoverso precedente. Ma non è questo il fatto.

Il fatto è che, dopo una breve ricerca, ho trovato un’immagine che veste perfettamente i versi di Medbh. C’è tutto: la giovane ragazza alla macchina da cucire, la luce dell’estate, la finestra, sentiamo quasi i rumori dei bambini. Magnifico.

E quest’immagine è un dipinto di Hopper.

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