#7 – Rust

di Q.

Il prodigio è certo, se una piroetta
quieta parve un uragano rovesciato
che dispieghi l’ordinato assetto delle cose,
la diligenza affatturata degli oggetti
come una reggenza, un golem sulle punte.

Rare volte è austerità la mia: più spesso
è parsimonia – commento. Un’altra volta
un suono di lana, uno svagato lutto,
altre ancora si dice sia la pratica – memento
fuit distratto. Una risacca curva.

Che cosa siano – se non un morso sordo,
un freno ai denti – quei prodigi oggi
vorrei che domandassero; una ruggine
meno acre*, deporrei, l’inno che fuggi.

* Eugenio Montale, da In limine “Va, per te l’ho pregato, – ora la sete / mi sarà lieve, meno acre la ruggine…”

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