#6

di Q.

Quant’è bella giovinezza – avremo lustri
in cui spartirci le memorie che appartengono
ad entrambi e, fingendo che da angusti

recessi neurocerebrali esse provengano,
la lucidità che fu e che si fugge tuttavia
maledire; pensarci e darsi del balengo.

Vi sarà un dubbio ancora, una malìa
periodica, infinita – come sventatezza
ardita di chi vuol esser lieto; sia

quest’incoscienza audace, questa insensatezza
del doman: non v’è certezza alcuna. Lustri
casa, mi dai corda. Quasi faccio tenerezza.

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