#4 – Orlando furiosa

di Q.

a mia madre

Accorciando i pantaloni dello sposo,
imbastiva forsennatamente.
Vinceva l’agone delicata, le redini
invisibili nel pugno, sbaragliava
l’accusa di alto tradimento,
di un macellaio come zona franca.

Nè smorfia, nè perturbazione d’aver già
mostrato aveva il vanto alle creature,
tratteneva l’ardore della pugna
che s’agitava dentro e lo sfuriava
in zabaioni bruni, lanci di cucchiaio
in legno scuro da magione, piccole
battaglie, un quadrivano, un sindacato.

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